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10 ragioni per le quali dovresti avere un appuntamento galante con un motocrossista
1 Ha dita forti
2 Sa sempre quando c’è da accelerare e quando frenare
3 Ha una resistenza incredibile
4 Indossa sempre le giuste protezioni
5 Ha i migliori tempi sul giro
6 Sa come usare i suoi atrezzi
7 Ama fare lo sporcaccione
8 È contento solo di ottime performance
9 Sa muoversi con facilità in spazi angusti
10 Si allena sempre per migliorarsi
Cronaca alpinistica semiseria
Tipologia: Alpino-ghiaccio
Condizioni meteo: Tempo sereno e stabile
Condizione del ghiacciaio: Neve fresca 5cm sul ghiaccio
Itinerario: Via Sud-Est, partenza dal rif. Q.Sella
Quota di partenza: 3585 m.s.l.m dislivello m 641
Ora di partenza 5.45 am
Premessa: l’obiettivo della missione è portare mio cugino Tommaso e Gianluca sul Castore per fare il “battesimo dei 4000 metri”.
La giornata si apre con le bestemmie di rito per ramponare gli scarponi. La quantità di bestemmie è inversamente proporzionale all’esperienza alpinistica, la qualità delle bestemmie è inversamente proporzionale alla qualità degli scarponi da ghiaccio. Tommy ha pure la sfortuna di avere di fianco un salesiano che lo scomunica già al primo “mannaggia a Gesù Cristo”.
Ecco tommy nel gesto tecnico
Esco dalla sala ramponaggio e, mentre aspetto che i novizi ramponino, preparo il tiro (di cordata, non fraintendete…). Sono in tutina e i coglioni mi diventano della findus: il termometro segna -5.
Eccomi in tutina al freddo
Dopo le ulteriori imprecazioni per legare le persone alla corda si incomincia la salita. Alle 6.30 comincia il teatro: io e Tommy ci fermiamo e ci mettiamo i rayban (troppo sole feriva i nostri occhi), Gianlu ( che is gonna be anestesista) si spera (cioè si spara una pera) per scaldarsi i muscoli.
Incomincia il pendione ghiacciato: la cordata, con scatto felino, fa la differenza rispetto agli altri alpinisti, poi cresta per uscire al Felik. Il sottoscritto prorompe in bestemmie ed insulti rivolti a quel coglione che ha tracciato sopra la cornice, baciandosi le chiappe perché oggi la cornice ha deciso di non cadere (per i profani: non stavamo camminando coi ramponi su una tela del Louvre, la cornice è un davanzale di neve compattato dal vento che se si rompe ha la cattiva abitudine di mollarti giù per lo strapiombo) . Finalmente usciamo al Felik, pisciata e foto (siamo a 4.000 e qualche cicca di sigaretta)
Eccoli al felik
Al Felik incomincia la cresta Sud Ovest, con una rampa espiatoria a 45°: c’è qualcuno che ha miraggi di scale mobili. Terminata la rampa ci si presenta la cresta in tutto il suo splendore.
Il problema è che questa foto è scattata dalla cima mezz’ora dopo noi eravamo in fondo a sinistra..ihihi
Intanto il teatro continua: i neofiti faticano a cambiare con il cambio di riva (la corda deve stare a valle, la picozza a monte) così sembro il tenente hartmann mentre ordino “Cambio! Dest-sinist!”. Censuriamo gli altri dettagli della permanenza in cresta (“oh, alby, se cado di qui cosa succede?” “Sei morto” “Ah…”).
Insomma arriviamo in cima e foto di vetta.
Un grazie speciale a mio padre che alla sua "veneranda" età viene dietro e si spara ancora i 4000 metri.